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Sara Valeri – Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Cognitiva2019-06-05T16:04:38+02:00

Come si svolge una seduta

La seduta è uno spazio in cui l’individuo può raccontare liberamente di sé, è un momento di conoscenza e di esplorazione del proprio mondo interiore. Il terapeuta osserva, ascolta e raccoglie una serie di elementi utili all’indagine psicodiagnostica che, una volta organizzati, condividerà con il paziente.

Lo scambio terapeuta-paziente avviene in un clima caldo e accogliente in cui si riflette sulle difficoltà emotive e/o comportamentali emerse, sulle risorse attive, sulla formulazione di ipotesi alternative e nuovi punti di vista al fine di promuovere “un cambiamento”.

La seduta di psicoterapia si avvale, come principale strumento di conoscenza di sé, del colloquio clinico ovvero di una tecnica di osservazione e di studio del comportamento umano che ha lo scopo di comprendere (con la ricerca e la valutazione diagnostica) e aiutare (con l’orientamento e la terapia) il paziente.

La tecnica del colloquio favorisce una conoscenza diretta, “dal vivo”, della dinamica interpersonale del paziente. Lo scambio avviene principalmente a livello verbale ma comprende l’esplorazione del sistema cognitivo-affettivo-comportamentale che si deduce dalle narrazioni riportate in seduta.

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About Sara

Sono da sempre appassionata allo studio del comportamento umano e alle sue implicazioni psicologiche.

La comprensione della personalità nelle sue varianti e sfumature ha rappresentato negli anni un filo conduttore che mi ha spinto all’approfondimento di vari ambiti spaziando dalla ricerca alla clinica. Ho sempre cercato di integrare la passione per la conoscenza scientifica e il rigore del metodo sperimentale con l’approccio clinico e psicoterapico volto alla cura della persona.

Considero la psicoterapia una dimensione all’interno della quale si organizza una relazione tra due persone (paziente e terapeuta) che altro non è che uno scambio umano ancor prima che divenire terapeutico in quanto intriso di significati che vanno dal rispetto dell’altro, alla accettazione e comprensione della sua storia fino al cambiamento.

Lo spazio psicoterapico viene spesso considerato un luogo confinato all’espressione di un malessere, mi piace invece pensarlo come uno spazio di esplorazione e di conoscenza di sé che non si limiti alla mera comprensione degli aspetti negativi dell’esperienza ma che volga lo sguardo alle risorse e potenzialità insite nel singolo in un’ottica di crescita intesa come esperienza globale. Da sempre mi accompagna l’idea che le esperienze che la vita ci impone, soprattutto quelle dolorose, ci mettono nella condizione di sperimentare dei limiti, delle barriere che sebbene appaiano immodificabili da un punto di vista oggettivo possono anche farci sperimentare una soggettività nuova dove l’esperienza si arricchisce di significati e dove un limite può addirittura trasformarsi in una risorsa.

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